Approfondimento

La chiesa

La forma attuale della chiesa si deve all’iniziativa del parroco don Giovanni Battista Torri esterno chiesa (2)il quale, giunto a Granarolo nel 1672, intraprese un tentativo di restauro della vecchia chiesa. Sembrandogli però l’intervento inadeguato, decise di demolirla e riedificarla del tutto assieme alla canonica. Sua l’idea ed anche il progetto che vide, nel corso di alcuni anni (1682-1689), raddoppiate le dimensioni dell’edificio.

L’interno, di ordine dorico, presenta un’unica navata con quattro cappelle laterali e il presbiterio. Gli affreschi delle volte sopra il presbiterio e sopra il coro risalgono agli anni immediatamente successivi alla costruzione della chiesa. Sopra il coro è rappresentata simbolicamente l’Incarnazione del Verbo: i documenti attribuiscono l’opera a un artista di nome Tarroni (da non confondere con il più tardo Tertulliano Tarroni). L’affresco della volta sopra il presbiterio, rappresenta la Gloria di San Vitale, di autore della cerchia di Giuseppe Maria Rolli.

La decorazione della navata e della volta sovrastante la navata e della navata stessa sono più recenti: risalgono agli anni 1933-34, eseguiti per l’occasione dell’Anno Santo del 1933.

 

Immagini

pala altare maggioreLa pala dell’altare maggiore è l’unico elemento che rimane della chiesa precedente. Risale probabilmente alla prima metà del secolo XVII e raffigura San Vitale con Sant’Andrea.

Alcune tele della navata sono state procurate al tempo della costruzione della chiesa. San Matteo Evangelista, del Tarroni, San Girolamo, della scuola del Guercino, la Nascita di Giovanni Battista e la Predica del Battista, di scuola bolognese. Inoltre il Transito di San Francesco, forse di Anna Sirani, e la Beata Vergine di San Luca e Santi sicuramente di Anna Sirani.

Altre tele sono: l’Immacolata, di difficile datazione a motivo di vari rifacimenti, e San Petronio con Sant’Emidio (protettore dai terremoti) di Vincenzo Armani (inizio secolo XIX).

 

BV Montanae

Su un lato della cappella dell’Immacolata si trova un piccolo affresco raffigurante una Madonna con Bambino e una scritta: “Effigies B.V. Virginis Montanae”. Da documenti d’archivio sappiamo che il dipinto fu trasferito nella chiesa parrocchiale da un oratorio, denominato “La Monta”, prima della sua demolizione. E’ documentata la presenza di questo affresco in chiesa già dal 1823.

 

Mad. RosarioLa statua della Madonna del Rosario rappresenta la devozione a Maria degli abitanti di Granarolo che da secoli a lei si affidano, in particolare nei giorni della festa a lei dedicata. La festa della Madonna del Rosario, la cui memoria liturgica sarebbe il 7 ottobre, viene celebrata ogni anno per antica tradizione  nella seconda domenica di ottobre. La statua, collocata nella seconda cappella laterale sinistra, fu fatta fare in legno negli anni ’40 del secolo scorso da Francesco De Mez di Ortisei, in sostituzione di quella più antica in cartapesta. La statua antica, risalente al secolo XVIII, viene portata in processione nella tradizionale visita al cimitero che precede i giorni della festa.

 

 

prospetto organo Traeri

L’organo

L’attuale organo a canne, collocato in cantoria “in Cornu Evangelii”, fu realizzato nel 1865 da Gioacchino Sarti e Pietro Orsi probabilmente utilizzando anche materiale più antico. Di fronte infatti, nella cantoria “in Cornu Epistolae”, è ancora visibile la cassa lignea del precedente organo, opera di Domenico Francesco Traeri, del 1722.

 

L’esterno

esterno chiesa (3)La facciata attuale della chiesa fu rifatta nel 1902 su disegno dell’ing. Luigi Reggiani di Bologna. Il muro della facciata della chiesa di Granarolo presenta una particolarità: non è perpendicolare alla navata della chiesa, ma leggermente obliquo e quindi perfettamente parallelo alla linea della via San Donato.

Le due statue inferiori, raffiguranti San Pietro e San Paolo, sono coeve alla costruzione della chiesa, come pure le due formelle che rappresentano la Consegna delle chiavi a Pietro e il Martirio di Paolo. Le statue dell’ordine superiore risalgono invece al rifacimento della facciata nel 1902. Sono dello scultore bolognese Celso Corazza e rappresentano San Giovanni Evangelista e Sant’Antonio Abate.

Il campanile, ultimato nel 1832, fu costruito dal capomastro Giuseppe Brighenti. La rinomata ditta Brighenti di Bologna realizzò pure il nuovo concerto di quattro campane.

 

Il complesso parrocchiale 

Dietro la chiesa negli anni ’20 del secolo scorso fu realizzata una nuova grande sala. Nata come sagrestia, fu poi ulteriormente ingrandita e adibita a cinema parrocchiale. Il cinema è rimasto in funzione fino agli anni ’80.

Nella zona dietro al campanile era in origine presente il cimitero del paese. Dell’antico cimitero rimane oggi come unica traccia visibile l’edificio della cappella in fondo al prato.

A sud della chiesa, di fronte alla canonica, è presente il complesso delle opere parrocchiali, ideato e voluto dall’iniziativa del parroco don Vincenzo Montaguti. Questo nuovo e funzionale edificio è stato inaugurato nel 1995.